Il mio migliore amico
Ormai era passata un’altra giornata, un’altra monotona giornata, sentendo la mancanza di qualcosa, un qualcosa che non riuscivo a spiegarmi. Non mi era mai capitato prima d’ora di sentirmi così, tutto era diverso, le cose che prima mi facevano sorridere e divertire, ora sembravano così cupe e grigie. Niente era più di triste di pensare al tempo felice, quando trascorrevo le giornate a giocare e a scambiare idee con quello che potevo definire, il mio migliore amico. Appena saputa la notizia, mi sono sentito subito … strano … e ho incominciato ad attribuire la “colpa” ai genitori di Raffaele. Ma ogni giorno, che si avvicinava al fatidico giorno, capivo che la colpa non era dei genitori, e pertanto non riuscivo a spiegarmela. Subito dopo la sua partenza, i miei amici, capendo come mi sentivo, cercavano sempre più di consolarmi attraverso inutili tentativi, ma ormai era troppo tardi, ero diventato un altro ragazzo. Pur essendo piccolo riuscivo a capire la tristezza che, magari, non tutti i ragazzini della mia età avevano conosciuto. Ormai, però, ero riuscito a convincermi della sua partenza e quindi di “rassegnarmi” e proseguendo i vari giorni della settimana. Essendo bambino però, come tutti gli altri ragazzini, la tristezza durò soltanto sei o sette giorni, fino a che riuscii a trovarmi un nuovo amico del cuore. Crescendo grazie anche a vari mezzi di comunicazione sono riuscito a trovare, il mio vecchio compagno Raffaele. Dopo vari programmi siamo riusciti a combinare un incontro, dove avrei potuto vederlo, e riconfrontarmi con lui dopo tanto tempo. Dopo averlo visto, mi sembrava tutto diverso, e di avere dinanzi a me, non una persona che era stata speciale per me, ma tutta un’altra. Ovviamente dopo aver scambiato alcune parole, ho rincontrato il mio vecchio compagno. E ho capito che non sono stato l’unico a prendere male la partenza dell’altro, benché anche lui mi raccontò della brutta esperienza avuta. Ero felice perché sapevo che Raffaele mi sarebbe stato sempre accanto, e che non avrebbe mai rifiutato, come d’altronde me, un altro incontro e un piacevole scambio di idee.
Salvatore Acanfora
L'archivio della nostra vita
Il mese di ottobre si sta per chiudere. Ancora poche ore e anche lui passerà nell'archivio della nostra vita, insieme ad altre decine e centinaia di mesi.
Era iniziato con una partenza, uguale a tante altre partenze, ma allo stesso tempo assolutamente diversa. Uguale perché portatrice di lacrime anche intime e di pensieri nostalgici, dovuti alla distanza e alla mancanza. Diversa perché non per studio o svago, ma per lavoro. E' stata la prima volta che un'amica lasciava la Campania e il paese per andare via, per andare a farsi una nuova vita lontano, a Milano, per un nuovo lavoro e questa è un occasione per una nuova avventura,per allargare gli orizzonti..!
Il mese sta per finire e la ruota torna a girare. La mano che la fa girare è la stessa. Un'amica. Il motivo è lo stesso. Il lavoro. La distanza cambia. L'America.
Non so se mai leggerai queste parole ma voglio provare a dirtelo lo stesso.
Mi mancherai.
Lo so che sei stata via per più tempo magari e forse anche più lontano, ma era diverso lo sai. Prima era lo studio a portarti lontana ed entrambi sapevamo che lo studio per ognuno prima o poi finisce. C'è chi finisce prima, chi finisce dopo. Ma lo studio per ognuno finisce.
Stavolta è il lavoro. Lavoro. Si sta crescendo e crescendo forse si cambia. E se non cambiamo noi, cambia quello che ci circonda.
Ti aspetta una nuova avventura, una nuova meta da raggiungere e nuovi visi che dovrai far sorridere così come anni fa, hai trovato altri visi, tra cui il mio, che hai fatto sorridere. Porterai, con te una traccia di me, di noi. Io conserverò qui una traccia di te, di noi!!
In bocca al lupo amica mia e buon viaggio.
Sappi che dovunque tu sarai, dovunque io sarò, ci sarà sempre un sentimento che ci unisce e che, all'occorrenza, ci farà compagnia.
Ti voglio bene.
*-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-*
Nancy Sirica
giovedì 6 maggio 2010
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